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Sfuggente quando il silenzio diventa un fragoroso tormento nell'eco dei sospiri andati.Vivo nelle semine dell'anima, nella marea impazzita mi perdo attraverso occhi di cielo.Volo libera accogliendomi nei disordini di me, di un destino che ormai la vita ha rapito. Di radice è l'amore che scrivo con ... (continua)
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Stringimi
nei passi d'aria
che salgono il giorno
raccogliendo ore
che cercano la notte
affamata di luna
Stringimi
dentro il Tuo silenzio
dove attraverso
parole mute
che aspettano l'intesa
imbevuta di sguardi
Stringimi
dove posso... leggi...
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Ti leggo negli occhi l'emozione
dove mi annodo con la luce
e asciugo lacrime
nel falò del Tuo sguardo
dita come clessidra
scandiscono il lieve passo sul volto
per farsi vicine
all'intero gioco di labbra
com'è vicino il Tuo... leggi...
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Tra dita disabili avvolgo un rosario
profuma di preghiera
mi elevo al cielo e chiedo miracolo
per te nato prigioniero
d'un corpo che non fa rumore
per te che guardi inabile
indifferente vie sconosciute
e chiamano follia la tua... leggi...
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Come un canto ora e non oltre
nel domani che si sveglia
avvolto da un delicato vento
in un fiato d'Amore
accessibile e afferrabile
in un tempo di istanti contrari
sospeso trai petali di una vellutata carezza
nel respiro contro sospiro
nei... leggi...
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S'addormentano pupille tra reti di apparenza
di lanterna la mente
intinta fanciullezza
come ortica
respira ancora sull'antico che fa male
illusa di aver dato
il retto ragionare e...
deviato l'ombra
Si sa ormai conosco il mesto fiato
di... leggi...
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§
Avevi una lacrima nascosta
tra l'iride di quelle ciglia d'infanzia
che accoglievano sospiri intrisi di dubbi
aspettando il bacio della luna
prima che il nuovo giorno facesse capolino
con la sua splendente aurora
Il tuo amore era... leggi...
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Mentre il giorno cuce
l'ultimo filo di luce
raccolgo le mie emozioni
tra piume d'anima
m'incanto in quel nostalgico sentire
e lascio il mio respiro nel vento
Delicata è l'aria della sera
no forse frizzante tra spicchi di... leggi...
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Nicolina Macari
Le sue 154 poesie
 | Mirata articolo sulla terra
nella corda del giorno come albo giglio
non voglio amore per me
solo fede per donarlo
all'istante in cui mi rivelo
fermarlo nel cuore
di chi mi passerà il suo cammino
lungo la scarpata dei grani di
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 | Insabbiata realtà dal picco di molli spalle
chino ad annasparmi focale di corpo
bramito dal volere ma cigolante sulla sola pelle
davanti a me il sapore di ogni tuo sorso
specchiato nell'ansa muta
che trema in fiato il lungo collo
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| Parlami se puoi dei tuoi anni amore mio
mi ritiro sull'estremo incavo della tua bocca
avanzando al fianco del suo movimento
allacciandomi ad ogni attonita smorfia
per vedere partorire quel sorriso di bambino
che caparbiamente si lega alla ruga
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| E' radice d'ortica l'anima imbavagliata
seduta su costati aspri di stolto
di pulsazioni intorpidite, decantate
forse è anche pianto o solo una cicatrice a bocca chiusa
aspetto che tu m'infervori medicando lacerazione
come garza leggera
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| Passi accompagnano il sole nell'avventurarsi della sabbia
sradicando argini di soffio sotto i miei piedi scalzi
spettatori di orme ne affondano pieni l'uniformità
a ricamare trame di brividi senza modellare il punto
per ricominciare
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| Ha forma il silenzio quando s'adagia sulla solitudine
da dentro regola i fili d'un pianto accorato
perché certe lacrime chiudono gli occhi
sciogliendosi in quei muti addii di sole
che sbiadiscono lo sguardo con schegge d'appannato
anche
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| Può darsi che un giorno
confineremo nel posto dell'amore
in complici abbracci maturi di gesti
in un Noi che incide e non si decompone
in quelle promesse bussate ai sussurri
ora perse nella particella dell'impossibile
che mordono,
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| Ho udito garri del cielo spegnersi con le stelle
ammiccando lontana verso il mare
appoggiandomi alla notte mi sono fermata sembianza
camminando sui suoi fianchi
non un'onda a rampollare la sete di un rumore
e gli occhi acerbi hanno
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| Cercami nella pelle di memoria assolata d'unghie
ancora innamorata dei vellutati calchi
...interminabili di noi
ora che è giorno in quel fuoco che affaccia l'interno di ogni gesto
mentre trasali arcuati fiati su trame della Tua
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 | Da un rintocco ciliare
cade sale vivo
gli occhi sono tornanti
il volto diventa china
sorso le labbra
cardio la lingua
al convesso palato
nevico l'istante
fiocchi di un rammento
in urla mi sorgono
inciampo una stagione
attraccata al
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| Riconosco i contorni del tuo tacito pulsare
ho udito con cura la sua voce, ascoltala pure Tu
aspetta che l'alba ritorni a sorprenderti ciclone dell'anima
non ti sarà indifferente poiché tutto sposta, tutto investe
crescendo come
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| Quando piedi muteranno orfani i passi
il calpestio senza echi di terra
e ginocchia si piegheranno stanche
senza poter raccontare preghiere
perché cieche di parole
quando mani tremeranno
senza danza di falena
rincorrendo l'abito
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 | Raggiungimi dove le onde
del mare accarezzano
dolcemente le mie caviglie
sollevando il brivido di pelle
che penetra l'essenza
ti vestirò di gocce
e la mia bocca
non ti saprà mentire
implorando la quiete della Tua
nell'approdo
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 | Di questa sete amara
ti confesso le orbite dell'arsura
profondamente
fino alla cima d'ogni goccia
perché del tuo spirito sei la perfezione
sono nuda nella tua bocca
dammi un cuore per scriverti
ci azzero un tormento
senza parlare
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| Si sgretola la voce come un pugno di terra e radici
dove ogni poro non è più fiore
dove semi di parole non abboccano all'amo della gola
fino a divenire silenzio e la pelle arresa si fa assenso
Scrollo le spalle sgusciando un
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